venerdì, 04 agosto 2006
Voglio le scuse di Casini

Ecco fatto!         La guerra in Iraq voluta dagli anglo-americani ha incendiato il Medio Oriente. Il fiammifero gettato sta producendo i suoi effetti e la polveriera sta per esplodere. Come milioni di persone sostenevano, tra cui Papa Wojtyla che ritrovò la sua forza proprio per lanciare un monito contro i sostenitori della guerra. Anch’io, insieme a quel milione di persone, lo avevo detto. Ma in risposta, noi tutti, avevamo ricevuto solo offese. I nostri soloni locali, quelli capaci di distinguere tra bene e male, erano lì a ricordarci la verità: eravamo solo “anti-americani”. Tutte le nostre ragioni, quelle di una guerra immotivata, ingiusta, dannosa e pericolosa per quell’area geografica e per il mondo, venivano cosi sminuite. E i telegiornali amici, Rai e Mediaset, prontamente rilanciavano il messaggio univoco: anti-americanismo.
Un messaggio che è stato ingenuamente recepito da molti. Poco lo spazio per le altre verità, poi confermate dai fatti. Nessun legame è stato mai trovato tra Saddam Hussein e l’attentato alle Torri Gemelle. Ma molti sono, o erano, convinti del contrario. “E allora l’attentato alle Torri Gemelle?”. E tu lì a spiegargli che è stata la Cia a smentire collegamenti tra “Saddam” e l’11 settembre. Le armi di distruzioni di massa? Non sono state mai trovate.
Quella che si è rivelata una guerra per il petrolio è stata abilmente trasformata da Bush, e dai nostri politici locali, in una guerra contro il terrorismo. Le bombe sono diventate portatrici di democrazia e libertà, con risultati catastrofici che, invece di combattere, hanno alimentato terrorismo e tensioni mai sopite.
Io tutto questo non lo dimentico. Non dimentico Pierferdinando Casini, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Giuliano Ferrara, Schifani e tutti quelli che hanno offeso chi è sceso in piazza per sostenere che questa guerra era ingiusta, dannosa e inutile. L’allora Presidente della Camera Casini coniò addirittura il dispregiativo epiteto “pacifismo alla Gino Strada”. Ora saranno soddisfatti. Quello che sta succedendo è anche merito loro, del loro appoggio agli americani, delle loro idee, o forse, sarebbe il caso di dire dei loro interessi. Ora, come cittadino, vorrei delle scuse. Per tutte le offese subite per il solo fatto che scendevo in piazza a dire il mio no alla guerra in Iraq. Per come le mie ragioni venivano ridotte al solo antiamericanismo. Per come chi manifestava democraticamente il proprio dissenso, veniva trasformato in un pericoloso estremista, pronto a lanciare molotov o a distruggere vetrine. Questo era il messaggio trasmesso dai politici dell’allora maggioranza e dalle tv. Qualcuno ne dovrà pure rispondere, o le parole e le posizioni assunte non hanno più nessun valore, neanche alla luce dei fatti?
 
postato da: inxas alle ore 15:14 | Permalink | commenti
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