sabato, 10 maggio 2008

Per non dimenticare la mattanza del G8, lo scempio umano e disumano che l'allora, e attuale, Governo Berlusconi, cercò di negare; con le forze dell'ordine che nascondevano o facevano sparire le prove e le liste dei poliziotti che parteciparono all'assalto alla Scuola Diaz, dove dormivano 90 persone comuni, che qualcuno ha voluto fare passare per delinquenti o forse solo comuni-sti, al punto che 60 uscirono in barella, uno perse un rene, tanti altri vennero ricoverati. Chi stava un pò meglio finì nel carcere di Bolzaneto, dove degli esemplari carcerieri, con la benedizione del Ministro Castelli, torturavano i ragazzi in puro stile iracheno. In America qualcuno ha pagato, fosse pure un capo espriatorio, ma qualcuno ha pagato. Da noi tutto scorre come niente fosse successo, il processo deve ancora essere concluso e c'è chi punta sulla prescrizione dei termini per fare annullare tutto. Ovviamente Il Governo in carica di adesso è lo stesso del 2001, quello che ordinò di usare la mano forte, per fare bella figura a livello europeo (si.. bella figura da dittatura del terzo mondo), con il massone La Russa come ministro della difesa e strenuo difensore delle forze dell'ordine, anche quando si comportano peggio dei delinquenti.. C'è da giurare che qualcuno tenterà di nuovo, di ostacolare i processi in corso...

Facendo leva su un sentimento popolare che è stato costruito in cinque anni di disinformazione. Le immagini mostrate per cinque anni in tv, erano sempre e solo quelle dei manifestanti che assaltavano una camionetta, sempre quella, sempre la stessa (non quella da cui è scaturita la morte di Giuliani, ma quella data poi alle fiamme).. in questo modo hanno trasmesso ai più il messaggio voluto: "Delinquenti e basta" teso a screditare tutto il movimento no global.

Noi ci accontentiamo, per ora, delle cose di nicchia.. come i fumetti..

Quella notte alla Diaz il G8 diventa un fumetto

postato da: inxas alle ore 10:58 | Permalink | commenti
categoria:politica, berlusconi, regime, g8 genova
mercoledì, 19 marzo 2008

DA REPUBBLICA.IT

Genova, il dossier dei pm: nella caserma tutti sapevano e tollerarono violenze disumane

"Torture e impunità
nell'inferno di Bolzaneto"

di MASSIMO CALANDRI


<B>"Torture e impunità<br>nell'inferno di Bolzaneto"</B>

GENOVA - Nella memoria dei pubblici ministeri di Bolzaneto, il termine Duce compare 48 volte. Mussolini, 8 volte. E 28 Pinochet, 9 Hitler, una Francisco Franco. Nelle 791 pagine consegnate ieri durante il processo al carcere speciale del G8, si ripetono all'infinito quattro sostantivi: rispetto, legalità, difesa, pietà. Ma queste sono parole, scrivono i pm, "cancellate dalla semplice crudeltà dei fatti".

Parole annullate da "comportamenti inumani, degradanti, crudeli", dalla "sistematica violazione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali". Dalle violenze, dagli abusi psicologici, dalle minacce, dalle privazioni, dalle offese: tutte accompagnate da un costante richiamo fascista, con i detenuti costretti ad urlare "Viva il Duce!" e ad esibirsi in umilianti sfilate con il braccio teso in un grottesco saluto romano, mentre un telefonino rimanda sinistra la musica di Faccetta Nera. "Bastardi rossi!". "Voi, dei centri sociali!". "Ebrei di merda!". "Zecche comuniste!". "Bombaroli!". "Popolo di Seattle, fate schifo!".

Luglio 2001, tortura

Tre giorni e tre notti che "non potranno essere dimenticati", spiegano i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, ben sapendo che da sette anni c'è chi gioca col calendario e fa spallucce, contando sulla prescrizione. E però resta questo sofferto documento, di sette capitoli. Che risponde a due istanze fondamentali. La prima è di ordine tecnico-giuridico: fornire le prove inconfutabili di ciò che è accaduto, usando le parole delle vittime e chiarendo perché sono attendibili dalla prima all'ultima parola. La seconda è lasciare un documento storico. Esemplare. Una memoria, appunto, proprio perché nessuno dimentichi. Con l'augurio che il reato di tortura - "questo fu, a Bolzaneto" - venga un giorno disciplinato dal nostro codice penale.

"Con Berlusconi facciamo quello che vogliamo"

Un capitolo, il terzo, è dedicato alle deposizioni dei 209 fermati. Indicati uno per uno. Nome, cognome, scheda segnaletica, fotografia, impronte. È un lungo racconto dell'orrore, basta pescare a caso. Nicola N., Siena, 1981: "Nel corridoio già dall'arrivo deve camminare a testa bassa. Prima di farlo entrare in cella lo fanno inginocchiare davanti alla cella e gli danno due pugni in faccia ed un calcio. Deve stare in piedi con le mani legate dietro alla schiena, ad un certo punto in ginocchio. Ad ogni spostamento viene colpito con calci, pugni, schiaffi colpi a mano aperta nella schiena e ginocchiate nello stomaco. Gli agenti gli dicono di tenere la testa bassa perché è un essere inferiore e non degno di guardarli in faccia, che è una merda e che con Berlusconi possono fare quello che vogliono".

"Ti piace il manganello?"

Ester P., Pinerolo, 1980: "Durante il passaggio nel corridoio riceve calci e sberle al passaggio, e insulti. "Puttana, troia". In bagno l'agente-donna le schiaccia la testa verso il basso sino a quasi toccare la turca mentre dal corridoio gli agenti la insultano con parole: "Puttana, troia, ti piace il manganello?". Dalla cella vede un ragazzo nel corridoio colpito con manganellate ai testicoli. In infermeria deve spogliarsi completamente e la fanno uscire nel corridoio in mutande e reggiseno. Prima della traduzione degli agenti con divisa grigia la fanno mettere in fila con gli altri e fanno fare loro il saluto romano, cantare "Faccetta Nera" e dire "Viva il Duce"".

Il taglio del codino

Adolfo S., spagnolo, Reicon de Olivedo, 1970: "Nel corridoio lo mettono in piedi contro il muro e mentre è in questa posizione descritta, gli agenti gli tagliano il codino. In bagno viene nuovamente percosso con la porta dello stanzino e dove gli agenti buttano nella tazza il codino tagliato e lo obbligano ad urinarvi sopra. Mentre è in corridoio viene riconosciuto da un agente che lo aveva identificato per strada che chiama un collega; lo portano poi in bagno, gli danno due forti colpi, lo chiudono nello stanzino e continuano a colpirlo; poi un agente, che a lui pare indossare la divisa dei carabinieri, gli mostra un distintivo e gli dice: "Avete ucciso un mio collega". Trascorre la notte al freddo, senza cibo e senza acqua e continua a ricevere colpi sino a che al mattino viene portato via".

"Non rivedrai i tuoi figli"


Valerie V., francese, Perpignan, 1966: "Fanno pressione per farle firmare un documento, le danno colpi a mano aperta sulla nuca, le mostrano le foto dei figli sul passaporto e le dicono che se non firma non li avrebbe più rivisti. Riceve anche insulti del tipo: "Comunisti, rossi". Sente urla dal corridoio e da altre celle, e supplicare. Sente che gli agenti fanno versi gutturali come di animali. Ricorda in cella chiazze di sangue e di vomito, e sente odore di urina. Non le danno da bere né da mangiare. Riesce a bere solo un po' d'acqua da un lavandino, prima di essere picchiata. Ricorda una ragazza americana in cella con lei, Teresa. Viene ammanettata con lei. La rivede nel carcere di Alessandria, e questa volta ha lividi su tutto il corpo".

L'impunità


Non ci furono casi isolati, scatti improvvisi di rabbia. I pm spiegano che "l'istruttoria dibattimentale ha dimostrato una pluralità di comportamenti vessatori perduranti nell'arco di tutti i giorni di presenza degli arrestati". "Vi è stata una volontà diretta a vessare le persone ristrette nel sito, a lederle nei loro diritti fondamentali proprio per quello che rappresentavano: tutti appartenenti all'area no global e partecipanti alle manifestazioni ed ai cortei contro il vertice G8".

"Non crediamo ad esplosioni improvvise di violenze. Il processo ha provato che i capi ed i vertici di quella caserma hanno permesso e consentito, con il loro comportamento e con la gravità delle loro consapevoli omissioni, che in quei tristi giorni si verificasse una grave compromissione dei diritti delle persone. Perché è questo ciò che il processo ha provato essere accaduto. Troppo grave è stato il concorso morale in tutte le sue forme, troppo grave la tolleranza, troppo grave ogni mancato dissenso da comportamenti violenti e scorretti, troppo grave anche solo il loro silenzio e la loro inerzia, troppo grave il rafforzamento del diffuso senso d'impunità che ne è conseguito".

La giustizia frustrata


La frustrazione dei magistrati è evidente. Citano Cesare Beccaria, Pietro Verri e Antonio Cassese, già presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene e dei trattamenti inumani o degradanti. "A Bolzaneto fu tortura", ripetono. E per dare forza alle loro argomentazioni, rimandano ad una serie di precedenti internazionali. Ricordano il caso Irlanda contro Regno Unito del gennaio di trent'anni fa, in cui si dà conto delle "torture" subìte dai simpatizzanti irlandesi da parte dell'esercito britannico.

Ma a differenza di tutti gli altri paesi, sottolineano, l'Italia non si è mai adeguata alla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo. L'ha sottoscritta nell'89, però il codice penale quel reato non lo ha mai disciplinato. Tortura. "Altrimenti, gli imputati avrebbero dovuto essere condannati a pene comprese tra i due e i cinque anni di reclusione". Invece di anni ne hanno potuti chiedere 76, suddivisi tra 46 persone. Che "avrebbero dovuto comportarsi come caschi blu dell'Onu". E invece trasformarono quella caserma in "un inferno".

postato da: inxas alle ore 11:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:iraq, politica, giustizia, berlusconi, regime, g8 genova
mercoledì, 21 novembre 2007

Ma guarda un pò... l'ennessima prova dello schifo a cui abbiamo assistito per i cinque anni dell'era Berlusconi. (leggi l'articolo 1 l'informazione pilotata - leggi l'articolo 2 le intercettazioni Del Noce - Mimun - Rossella)
Quando guardavi la televisione e ti incazzavi perchè non davano chiaramente le notizie, quando la sinistra stravinceva le elezioni amministrative, 11-2 alle regionali ed in tv non si avevano dati per un pò o arrivavano in maniera confusa e confusionaria. Stesso scempio a cui abbiamo assistito nelle ultime elezioni politiche, quando i dati definitivi sono arrivati alle due di notte. Quando il giorno dopo guardavi il Tg2 e non si diceva mai la parola "vittoria del centro-sinistra)... E ti incazzavi a guardare Vespa, perchè quando vinceva la sinistra non aveva mai vinto, mentre quando succedeva il contrario era un trionfo sensazionalistico.

Ero in Piazza Santi Apolostoli alle ultime elezioni politiche, quelle contestate. Al maxischermo seguivamo i risultati sintonizzati sullo speciale tg1 di Vespa... (questo la dice lunga su quanto a sinistra abbiano capito quello che succedeva!!!), e la gente lo seguiva come si seguisse un vero e imparziale giornalista. Io, mi misi a gridare, "cambiate canale, cambiate canale", e giù fischi.... sono stato seguito da un pò di gente ed alla fine i geni della sinistra hanno finalmente cambiato canale, sintonizzandosi su La7. Cose da non credere, cambiato canale cambiava il risultato elettorale. Cose da pazzi...

Tutto questo a casa mia si chiama Massoneria, informazione pilotata e unito a tutto il resto (finti dossier, corruzione etc) parlerei di Democrazia in pericolo (povero Berlusconi, ce l'hanno tutti con lui). Per anni sono stato preso per scemo tutte le volte che raccontavo come venivano manipolate le notizie, i telegiornali, come venivano raccontati in maniera parziale i fatti, compreso il g8 di Genova... A distanza di anni tutto quello che dicevo si è rivelato vero... Avevo visto bene e non sono stato in silenzio, anche quando tutto andava contro.. e questa piccola soddisfazione non me lo potrà togliere davvero nessuno!!!!

postato da: inxas alle ore 12:11 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, berlusconi, regime, g8 genova
venerdì, 06 luglio 2007

Ha 44 anni e nel 2001 riportò la frattura della mandibola e un trauma cranico
Ha l'8% di invalidità permanente. La sentenza del giudice Angela Latella

 

G8 di Genova, 24.000 euro a donna picchiata dalla polizia

postato da: inxas alle ore 01:19 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, berlusconi, regime, g8 genova
lunedì, 02 luglio 2007
Nemico tra gli amici, amico tra gli amici. E' spesso il destino di chi, più degli altri, crede in quello che fa e nei principi morali che ispirano il suo lavoro o la sua azione. Che vengono prima dello spirito del corpo. Perchè la giustizia non è nè di destra, nè di sinistra.. è solo giustizia!




"IO , POLIZIOTTO DI DESTRA CON IL FANTASMA DEL G8"
postato da: inxas alle ore 10:49 | Permalink | commenti
categoria:politica, g8 genova
venerdì, 22 giugno 2007
Il capo della Polizia iscritto nel registro per l'ipotesi di reato
di istigazione alla falsa testimonianza



C'è una cosa più vergognosa di quella successa alla scuola Diaz? E di quello che è successo nella caserma Bolzaneto, dove decine di ragazzi fermati, sono stati torturati (come nelle carceri dell'Iraq)?
Ebbene sì.. la cosa più vergognosa di quella "macelleria messicana", come l'ha definita un alto funzionario della Polizia, è stato il tentativo di mettere a tacere tutto.. a qualsiasi livello, dall'ultimo dei poliziotti, al capo della Polizia, dalle tv controllate per cinque anni dal centro-destra, ai politici. Si è tentato non solo di oscurare, ma anche di despistare, creando false prove, facendo sparire reperti dell'inchiesta, tacendo testimonianze. Ora quel velo è stato scoperto e la verità inizia a venire a galla. Ci sono voluti ben sei anni. Ma il tempo è galantuomo.....
postato da: inxas alle ore 11:29 | Permalink | commenti
categoria:politica, g8 genova
mercoledì, 13 giugno 2007
2.
(ANSA) - GENOVA, 13 GIU - 'Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento cosi' grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza'.E' la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma ed oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz.



Ci sono voluti sei anni, ma alla fine parti di verità sul quel drammatico g8 iniziano ad affiorare.

Leggi l'articolo del corriere della sera

 Vorrei guardare quelle divise con rispetto

I VIDEO DI GENOVA



postato da: inxas alle ore 17:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, berlusconi, regime, g8 genova
lunedì, 12 febbraio 2007
FORZE DELL'ORDINE....

O

FORSE DEL DISORDINE...



Cautela con i black block...

Sangue e manganellate per i più pacifici!


Clicca qui: video del G8
postato da: inxas alle ore 15:59 | Permalink | commenti
categoria:g8 genova
martedì, 06 febbraio 2007
            VORREI GUARDARE QUELLA DIVISA CON FIDUCIA

Tutti vicini alla Polizia,  come è giusto che sia. Anche io vorrei guardare quella divisa con fiducia. Ma non ci riesco. Non ci riesco dal G8 di Genova, nel 2001, per quello che è successo durante e per quello che sta succedendo dopo. Per il tentativo di screditare un movimento variegato, colpendo a manganellate i più pacifici e lasciando campo libero ai black blocs. Per la caccia all'uomo di sabato sera, quando a vertice finito, gli agenti pestarono a sangue 90 persone che dormivano nella scuola Diaz. Un giornalista inglese perse un rene, in 60 uscirono in barella. Subito ci spiegarono che erano ferite pregresse. Ma non era vero. Come finte erano le molotov "trovate nella scuola". Quelle molotov le portò la Polizia.  Finsero anche un tentativo di aggressione. Tutte cose che le indagini della magistratura hanno rivelato essere false. Non è questa la mia Polizia. Non è la mia Polizia quella che nella caserma Bolzaneto tortura i ragazzi fermati. Non è la mia Polizia quella che ostacola le indagini della Magistratura. Quella che non fornisce i nomi degli agenti che hanno partecipato al blitz della Diaz. Quella che fa sparire addirittura le molotov, una volta diventate prove del processo. Vorrei guardare anch'io quella divisa con rispetto. Ma riuscirò a farlo solo dopo che ciascuno avrà pagato il suo conto con la giustizia. Chi ha sbagliato paghi, qualsiasi divisa indossi. Perchè dalla mia Polizia io voglio sentirmi protetto, non minacciato. Anche se lascio il mio divano per scendere in piazza a manifestare.
peruginidiaz



g81





17g8  
       
                                                                                        
 
Clicca qui: La Scuola Diaz
                            Le finte prove
postato da: inxas alle ore 00:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, regime, g8 genova