martedì, 04 novembre 2008

LUNEDI 3 NOVEMBRE: Il programma "Chi l'ha visto?" manda in onda un filmato sugli scontri in Piazza Navona, scoppiati nel giorno della protesta contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Immagini inedite in cui si vedono i ragazzi dell'organizzazione di estrema destra Blocco Studentesco che assalgono dei ragazzi liceali che manifestano. Hanno cinte e bastoni ed esultano, mentre i ragazzi dei licei scappano. E' il pezzo di verità che manca alla ricostruzione del governo sugli scontri di quel giorno. L'assalto dei neo-fascisti ai ragazzi liceali, quale che siano le ragioni, a cui segue poi tutto il resto. Il blocco si sposta verso il fondo della piazza per fare passare un'ambulanza che soccorre uno dei ragazzi picchiati; scendono dal loro pulman e si schierano con tanto di mazze. Dall'altra parte arrivano i collettivi studenteschi e li si innescano gli scontri che tutti hanno visto

 LUNEDI 3 NOVEMBRE: 40 ragazzi di estrema destra, sempre di blocco studentesco, assaltano la sede rai di via teulada verso mezzanotte. sono col viso coperto e scappano prima dell'arrivo della polizia.

MARTEDI 4 NOVEMBRE Arrivano le rivendicazioni di blocco studentesco e pesanti minacce telefoniche

DELL'UTRI SPARLA DEL TG3: In mattinata arriva l'affondo di Marcello Dell'Utri, fondatore di forza italia. «Io guardo il Tg3 - attacca Dell'Utri - e vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia un po' gotica, un po' dark. Sicuramente, ce ne sono più in Rai che sugli altri network. Credo che il direttore del telegiornale dovrebbe dimostrare un maggiore esprit de finesse in queste cose. Farle, dirle lo stesso, ma magari con un'altra espressione».

IL  TG1 LATITA. Arriva il servizio del tg1 sull'assalto alla rai, vago e incompleto. Si parla di immagini e di assalto, non si parla mai del contenuto delle immagini, nè del fatto che gli assalitori erano di Blocco studentesco, che ha rivendicato telefonicamente l'azione.

TG3 INFORMA: Fa un servizio sull'assalto con tutte le informazioni del caso.

CLICCA QUI PER IL VIDEO DI CHI L'HA VISTO??

ALTRO VIDEO:

postato da: inxas alle ore 16:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:giustizia, berlusconi, regime
mercoledì, 19 marzo 2008

DA REPUBBLICA.IT

Genova, il dossier dei pm: nella caserma tutti sapevano e tollerarono violenze disumane

"Torture e impunità
nell'inferno di Bolzaneto"

di MASSIMO CALANDRI


<B>"Torture e impunità<br>nell'inferno di Bolzaneto"</B>

GENOVA - Nella memoria dei pubblici ministeri di Bolzaneto, il termine Duce compare 48 volte. Mussolini, 8 volte. E 28 Pinochet, 9 Hitler, una Francisco Franco. Nelle 791 pagine consegnate ieri durante il processo al carcere speciale del G8, si ripetono all'infinito quattro sostantivi: rispetto, legalità, difesa, pietà. Ma queste sono parole, scrivono i pm, "cancellate dalla semplice crudeltà dei fatti".

Parole annullate da "comportamenti inumani, degradanti, crudeli", dalla "sistematica violazione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali". Dalle violenze, dagli abusi psicologici, dalle minacce, dalle privazioni, dalle offese: tutte accompagnate da un costante richiamo fascista, con i detenuti costretti ad urlare "Viva il Duce!" e ad esibirsi in umilianti sfilate con il braccio teso in un grottesco saluto romano, mentre un telefonino rimanda sinistra la musica di Faccetta Nera. "Bastardi rossi!". "Voi, dei centri sociali!". "Ebrei di merda!". "Zecche comuniste!". "Bombaroli!". "Popolo di Seattle, fate schifo!".

Luglio 2001, tortura

Tre giorni e tre notti che "non potranno essere dimenticati", spiegano i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati, ben sapendo che da sette anni c'è chi gioca col calendario e fa spallucce, contando sulla prescrizione. E però resta questo sofferto documento, di sette capitoli. Che risponde a due istanze fondamentali. La prima è di ordine tecnico-giuridico: fornire le prove inconfutabili di ciò che è accaduto, usando le parole delle vittime e chiarendo perché sono attendibili dalla prima all'ultima parola. La seconda è lasciare un documento storico. Esemplare. Una memoria, appunto, proprio perché nessuno dimentichi. Con l'augurio che il reato di tortura - "questo fu, a Bolzaneto" - venga un giorno disciplinato dal nostro codice penale.

"Con Berlusconi facciamo quello che vogliamo"

Un capitolo, il terzo, è dedicato alle deposizioni dei 209 fermati. Indicati uno per uno. Nome, cognome, scheda segnaletica, fotografia, impronte. È un lungo racconto dell'orrore, basta pescare a caso. Nicola N., Siena, 1981: "Nel corridoio già dall'arrivo deve camminare a testa bassa. Prima di farlo entrare in cella lo fanno inginocchiare davanti alla cella e gli danno due pugni in faccia ed un calcio. Deve stare in piedi con le mani legate dietro alla schiena, ad un certo punto in ginocchio. Ad ogni spostamento viene colpito con calci, pugni, schiaffi colpi a mano aperta nella schiena e ginocchiate nello stomaco. Gli agenti gli dicono di tenere la testa bassa perché è un essere inferiore e non degno di guardarli in faccia, che è una merda e che con Berlusconi possono fare quello che vogliono".

"Ti piace il manganello?"

Ester P., Pinerolo, 1980: "Durante il passaggio nel corridoio riceve calci e sberle al passaggio, e insulti. "Puttana, troia". In bagno l'agente-donna le schiaccia la testa verso il basso sino a quasi toccare la turca mentre dal corridoio gli agenti la insultano con parole: "Puttana, troia, ti piace il manganello?". Dalla cella vede un ragazzo nel corridoio colpito con manganellate ai testicoli. In infermeria deve spogliarsi completamente e la fanno uscire nel corridoio in mutande e reggiseno. Prima della traduzione degli agenti con divisa grigia la fanno mettere in fila con gli altri e fanno fare loro il saluto romano, cantare "Faccetta Nera" e dire "Viva il Duce"".

Il taglio del codino

Adolfo S., spagnolo, Reicon de Olivedo, 1970: "Nel corridoio lo mettono in piedi contro il muro e mentre è in questa posizione descritta, gli agenti gli tagliano il codino. In bagno viene nuovamente percosso con la porta dello stanzino e dove gli agenti buttano nella tazza il codino tagliato e lo obbligano ad urinarvi sopra. Mentre è in corridoio viene riconosciuto da un agente che lo aveva identificato per strada che chiama un collega; lo portano poi in bagno, gli danno due forti colpi, lo chiudono nello stanzino e continuano a colpirlo; poi un agente, che a lui pare indossare la divisa dei carabinieri, gli mostra un distintivo e gli dice: "Avete ucciso un mio collega". Trascorre la notte al freddo, senza cibo e senza acqua e continua a ricevere colpi sino a che al mattino viene portato via".

"Non rivedrai i tuoi figli"


Valerie V., francese, Perpignan, 1966: "Fanno pressione per farle firmare un documento, le danno colpi a mano aperta sulla nuca, le mostrano le foto dei figli sul passaporto e le dicono che se non firma non li avrebbe più rivisti. Riceve anche insulti del tipo: "Comunisti, rossi". Sente urla dal corridoio e da altre celle, e supplicare. Sente che gli agenti fanno versi gutturali come di animali. Ricorda in cella chiazze di sangue e di vomito, e sente odore di urina. Non le danno da bere né da mangiare. Riesce a bere solo un po' d'acqua da un lavandino, prima di essere picchiata. Ricorda una ragazza americana in cella con lei, Teresa. Viene ammanettata con lei. La rivede nel carcere di Alessandria, e questa volta ha lividi su tutto il corpo".

L'impunità


Non ci furono casi isolati, scatti improvvisi di rabbia. I pm spiegano che "l'istruttoria dibattimentale ha dimostrato una pluralità di comportamenti vessatori perduranti nell'arco di tutti i giorni di presenza degli arrestati". "Vi è stata una volontà diretta a vessare le persone ristrette nel sito, a lederle nei loro diritti fondamentali proprio per quello che rappresentavano: tutti appartenenti all'area no global e partecipanti alle manifestazioni ed ai cortei contro il vertice G8".

"Non crediamo ad esplosioni improvvise di violenze. Il processo ha provato che i capi ed i vertici di quella caserma hanno permesso e consentito, con il loro comportamento e con la gravità delle loro consapevoli omissioni, che in quei tristi giorni si verificasse una grave compromissione dei diritti delle persone. Perché è questo ciò che il processo ha provato essere accaduto. Troppo grave è stato il concorso morale in tutte le sue forme, troppo grave la tolleranza, troppo grave ogni mancato dissenso da comportamenti violenti e scorretti, troppo grave anche solo il loro silenzio e la loro inerzia, troppo grave il rafforzamento del diffuso senso d'impunità che ne è conseguito".

La giustizia frustrata


La frustrazione dei magistrati è evidente. Citano Cesare Beccaria, Pietro Verri e Antonio Cassese, già presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene e dei trattamenti inumani o degradanti. "A Bolzaneto fu tortura", ripetono. E per dare forza alle loro argomentazioni, rimandano ad una serie di precedenti internazionali. Ricordano il caso Irlanda contro Regno Unito del gennaio di trent'anni fa, in cui si dà conto delle "torture" subìte dai simpatizzanti irlandesi da parte dell'esercito britannico.

Ma a differenza di tutti gli altri paesi, sottolineano, l'Italia non si è mai adeguata alla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo. L'ha sottoscritta nell'89, però il codice penale quel reato non lo ha mai disciplinato. Tortura. "Altrimenti, gli imputati avrebbero dovuto essere condannati a pene comprese tra i due e i cinque anni di reclusione". Invece di anni ne hanno potuti chiedere 76, suddivisi tra 46 persone. Che "avrebbero dovuto comportarsi come caschi blu dell'Onu". E invece trasformarono quella caserma in "un inferno".

postato da: inxas alle ore 11:25 | Permalink | commenti (1)
categoria:iraq, politica, giustizia, berlusconi, regime, g8 genova
martedì, 18 dicembre 2007

Non c'è migliore modo per conoscere Silvio Berlusconi, che ascoltare le sue parole. Quando attacca gli altri, in realtà parla sempre di se stesso, anche perchè è l'unica realtà che conosce. Una delle cose che ama ripetere contro i suoi oppositori è che "ribaltano la realtà" oppure parla si "mistificazione della realtà" come ha ripetuto anche nella polemica contro il suo alleato Gianfranco Fini. Praticamente è quello che fa ogni volta. Viene accusato di avere tentato di corrompere i senatori della sinistra per fare cadere il Governo, a suon di milioni di euro? Non passano neanche 24 ore che ti ribalta la realtà: "I magistrati hanno fatto pressione sui senatori prima del voto di fiducia, interrogandoli per 8 ore". Ora è chiaro che si tratta solo di un uomo che messo nell'angolo, reagisce come può, sparando delle stronzate ad hoc per la situazione. Una "mistificazione della realtà" come ama dire il Silvio. Dopo dieci anni il meccanismo dovrebbe apparire abbastanza chiaro a tutti. Invece.. no.. i signori della sinistra ci cadono sempre, invece di denunciare il chiaro intento di deviare l'attenzione da una situazione critica che riguarda il Berlusca, si mettono sulla difensiva. E cosi.. per l'ennessima volta... l'ex Sire ha ottenuto il suo scopo.. da uomo in difficoltà, si è trasformato in colui che attacca con gli altri che si mettono sulla difensiva... senza motivo!!! E allora sino a quando la sinistra non capisce questa cosa.. l'ex Sire continuerà ad esistere politicamente.. anche perchè i vari Bruno Vespa Socci, Belpietro, Pollari, Farina etc etc disseminati nei vari luoghi di potere e di informazione, sono pronti a rilanciare con forza ogni suo messaggio...

PS CI SVEGLIAMO O NO?????

postato da: inxas alle ore 11:16 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, giustizia, berlusconi, prodi, regime
martedì, 23 ottobre 2007

Non mi è mai piaciuto Clemente Mastella. Forse sbaglio, visto che è una sensazione a pelle prima di tutto, prima di ogni altro tipo di discorso politico. Certo non mi piace neanche l'idea che con l'1% dei voti possa tenere in scacco tutto il Governo ed il centro-sinistra. Ma non mi piace per un altro motivo: perchè lo vedo troppo simile ad un certo tipo di destra, quella berlusconiana, massonica. Troppe volte le parole che ha usato sono le stesse del centro-destra, di Forza Italia in particolare. Stranamente la destra su questo caso De Magistris si è tenuta piuttosto silente, non ha attaccato il ministro della Giustizia (o ex... ) come è solito fare attaccandosi a qualsiasi pretesto (vedi l'ultimo titolo del Giornale sul fatto di Fontana di Trevi, tipo "Veltroni fa diventare Roma rossa".. cose da pazzi!!!). Mastella sembra uno di loro, o forse è uno di loro. A questo punto stia con loro.....

Ps Un altro discorso andrebbe aperto su come cinque anni di storie assurde, censure televisive, dossier inventati e rilanciati sui giornali contro qualsiasi tipo di oppositore di Berlusconi, raccomandazioni e intrecci con servizi segreti (un caso per tutti Renato Farina vicedirettore di libero, stipendiato dai servizi segreti), etc etc.. tutto questo sia passato come un normale raffredore.... ed i personaggi politici che usufruivano di questi servigi massonici siano ancora lì... sulla cresta dell'onda.... bah.. strano paese l'Italia!!!

postato da: inxas alle ore 11:32 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, giustizia, berlusconi, prodi, regime
venerdì, 06 luglio 2007

Ha 44 anni e nel 2001 riportò la frattura della mandibola e un trauma cranico
Ha l'8% di invalidità permanente. La sentenza del giudice Angela Latella

 

G8 di Genova, 24.000 euro a donna picchiata dalla polizia

postato da: inxas alle ore 01:19 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, berlusconi, regime, g8 genova